Restano da risolvere ancora alcuni problemi nella palazzina ATER di via Lazio a Fondi, che nove giorni fa era stata interessata da un pauroso incendio a causa del quale oltre cinquanta persone erano state costrette a lasciare temporaneamente l’abitazione.Il loro rientro è stato consentito dopo tre giorni a seguito delle verifiche strutturali ed igienico-sanitarie effettuate dai tecnici dell’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale; ma la situazione non sarebbe del tutto tornata alla normalità. In particolare avrebbe creato problemi la fuliggine ancora presente nell’immobile, dove risiedono anche anziani. Uno di loro ha dichiarato a tal proposito di aver avuto problemi poco dopo il rientro nel suo appartamento e di aver dovuto ricorrere anche alle cure del pronto soccorso dell’ospedale cittadino. Inoltre, in attesa di una non meglio specificata certificazione, è stata sospesa l’erogazione del gas con gli immaginabili disagi. Nella giornata di martedì l’ATER ha intanto inviato sul posto alcuni operai di una ditta appositamente incaricata per ulteriori pulizie e interventi di manutenzione. Qualcuno degli inquilini ha anche espresso perplessità sull’assistenza assicurata dal Comune affermando di essere stato lasciato letteralmente in mezzo alla strada per alcune ore. In particolare nell’arco di tempo compreso tra la prima mattinata di venerdì scorso, quando le persone temporaneamente evacuate sono state invitate a lasciare la pensione messa a disposizione dallo stesso Comune per il pernottamento; ed il primo pomeriggio, quando sono state autorizzate a rientrare nei loro appartamenti. Ricostruzione contestata dal Comune ed in particolare dal capo-area della ripartizione servizi sociali Antonio Marcucci, il quale ha ricordato come sia stata fornita “la massima assistenza” e come agli sfollati siano stati assicurati posti letto presso un campeggio ed una pensione e regolari pasti presso un ristorante del centro storico. Proseguono intanto gli accertamenti sulle cause del rogo. L’ipotesi più accreditata resta quella del cortocircuito, anche se persistono dubbi a riguardo, a quanto pare anche da parte di alcuni tecnici. Almeno formalmente, non sembra potersi escludere, dunque, la possibilità di un’azione colposa, come per esempio il lancio di un mozzicone di sigaretta; o addirittura dolosa, collegata a ripicche personali o a qualsiasi altra motivazione. Anche perché, secondo quanto dichiarato proprio da alcuni inquilini, già nel recente passato si erano registrati episodi preoccupanti tra cui l’incendio del portone di ingresso di quello stesso palazzo, per l’esattezza il lotto 17 dell’ex Istituto Autonomo Case Popolari oggi, appunto, Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale.
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a cura di La Redazione
pubblicato il 19/06/2008 Ore 13:01