Secca replica da parte della società di gestione del Mercato Ortofrutticolo di Fondi al consigliere comunale di minoranza Arnaldo Faiola che nei giorni scorsi aveva chiesto di accertare l’utilizzo di alcuni finanziamenti concessi dalla Regione Lazio.Ad intervenire a nome della MOF SpA è in particolare l’amministratore delegato Enzo Addessi, secondo cui “le affermazioni riportate su alcuni organi di stampa ed attribuite al consigliere Faiola sono false e destituite di ogni fondamento”. “Non esiste alcun finanziamento regionale, men che meno dell’importo riferito dall’avvocato Faiola, destinato ad ” spiega Addessi, aggiungendo che “un simile finanziamento sarebbe, oltre tutto, palesemente contrario alle norme comunitarie, in quanto configurerebbe un evidente e illegittimo e l’avvocato Faiola dovrebbe essere il primo a saperlo”. “Ogni finanziamento pubblico, regionale o nazionale, percepito dalla MOF SpA è stato destinato esclusivamente agli specifici progetti cui erano o sono destinati e ben vengano quegli eventuali accertamenti da parte della Guardia di Finanza o di altri Organi dello Stato che i medesimi organi di stampa hanno tendenziosamente rappresentato come un qualcosa di cui preoccuparsi” dice sempre Addessi, evidenziando a tal riguardo che “la MOF SpA non ha alcun timore di “eventuali inasprimenti tra la dirigenza e gli operatori” in quanto i rapporti con gli operatori sono improntati ad assoluta chiarezza e ciascun operatore è costantemente informato sulla destinazione di ogni risorsa finanziaria sia che provenga dai canoni e servizi da essi corrisposti sia che provenga da contributi o finanziamenti pubblici. Anzi essi stessi concorrono ad ogni valutazione e decisione in merito. E, ove ciò non bastasse, lo stesso consiglio di amministrazione della MOF SpA è costituito per quattro quinti da rappresentanti nominati dagli stessi operatori o di loro provenienza”. Passando a considerazioni più generali, l’amministratore delegato della società di gestione del centro agro-alimentare di viale Piemonte ricorda che “due anni fa, in occasione di una vibrata manifestazione di protesta (sciopero generale) di tutti gli operatori per continui ed insistiti accostamenti del nome del MOF ad ogni fatto di rilevanza illecita, avemmo modo di motivare e chiedere garbatamente a tutti gli organi di stampa, oltre che ad un’affollatissima e qualificata platea di rappresentanti istituzionali e delle forze dell’ordine, di “utilizzare” il nome MOF con la dovuta accortezza che si deve ad un “brand commerciale” quale esso appunto è, in quanto costituisce l’autentico biglietto da visita che accompagna tutti i nostri prodotti ad ogni livello nazionale ed europeo nel circuito della distribuzione agro-alimentare”. “Qualcosa di simile – denuncia Addessi - sta avvenendo di nuovo in questi giorni anche sul versante di un presunto “sistema malavitoso che si sarebbe impossessato del MOF”, come riportato, con abnorme risalto, da qualche media”. “Ma di questo ci occuperemo in altra sede, avendo cura di darne opportuna comunicazione” conclude l’amministratore delegato della MOF Spa, ribadendo in ogni caso che “ogni notizia di stampa non effettivamente corrispondente al vero, costituisce un danno economico immediato e diretto al nome del MOF, a tutte le aziende sane dei proprio operatori e all’economia dell’intero centro agro-alimentare. Di ciò abbiamo già interessato i nostri legali per ogni azione risarcitoria contro chiunque se ne sia reso responsabile”. Intanto il presidente della società di gestione del MOF Giuseppe La Rocca ha convocato per la mattinata di dopodomani, mercoledì 5 marzo, una conferenza stampa. L’incontro con i giornalisti, che si terrà a partire dalle ore 11 al primo piano del centro direzionale del Mercato, servirà ad affrontare alcune questioni di stretta attualità, compresa presumibilmente quella del rischio di infiltrazioni criminali che nei giorni scorsi ha già fatto registrare una ferma presa di posizione dello stesso La Rocca dopo le dichiarazioni attribuite da alcuni quotidiani al vice-presidente della commissione parlamentare Antimafia Giuseppe Lumia, il quale ha indicato appunto nei centri agro-alimentari all’ingrosso uno dei principali interessi della criminalità organizzata, ed in particolare della ndrangheta. A tal proposito il consiglio di amministrazione della MOF Spa riunitosi venerdì pomeriggio ha deciso all’unanimità di invitare a Fondi proprio l’onorevole Lumìa oltre che l'onorevole Luisa Laurelli, presidente della commissione per la sicurezza della Regione Lazio. "Li abbiamo invitati per illustrare loro - ha spiegato lo stesso La Rocca - le procedure amministrative che abbiamo stabilito per avere il massimo della trasparenza per il controllo di coloro che hanno le concessioni all'interno del mercato e, nello stesso tempo, per avere suggerimenti su eventuali e ulteriori procedure da poter utilizzare per salvaguardare sempre più il nostro mondo imprenditoriale dalle possibili infiltrazioni malavitose”. “Ricordo pure, se ancora ce ne fosse bisogno - aveva aggiunto La Rocca - che gli imprenditori sono i più interessati a tenere alta la guardia contro il malaffare, perché quest'ultimo è la morte della concorrenza e, di conseguenza, dell'economia".
Articolo
a cura di la Redazione
pubblicato il 03/03/2008 Ore 14:32