Ennesimo scontro istituzionale tra la Provincia di Latina e la Regione Lazio. Alla vigilia della firma del protocollo d’intesa per il cosiddetto “Progetto Latina”, in programma oggi presso il capoluogo pontino...il presidente dell’Amministrazione provinciale Armando Cusani anticipa infatti la sua assenza, confermando assoluto disaccordo rispetto all’operato della Regione. Cusani sostiene che il dissenso non è politico ma investe un approccio metodologico della Regione, fortemente lesivo dell’impianto dell’articolo 118 della Costituzione e delle prerogative di programmazione che la Legge ha conferito in via esclusiva alla Provincia. Secondo l’esponente di spicco di Forza Italia, le azioni poste in essere dalla maggioranza di centrosinistra che sostiene il presidente Piero Marrazzo rafforzano il convincimento che la Regione Lazio non abbia altri pensieri al di fuori di Roma. A sostegno della sua tesi il presidente della Provincia cita alcuni fatti specifici. Dal distretto della nautica – “fortemente stravolto e con Latina che ne esce pesantemente penalizzata sul piano degli investimenti” - alle politiche dei rifiuti e dell’energia, “con le proposte della Provincia per la termovalorizzazione che sono state respinte a vantaggio di altre località, mentre per Latina la Regione non ha trovato di meglio che deliberare l’ampliamento della discarica di Borgo Montello e in più Aprilia è stata individuata quale sito per la costruzione di una Centrale Turbogas”. Dalle problematiche dei nomadi, con il rischio di realizzare accampamenti proprio sul territorio pontino, a quelle della sanità, dove “sono stati immediatamente trovati 20 milioni di euro per i lavori di ristrutturazione del Policlinico della capitale mentre per gli ospedali della Provincia di Latina non ci sono mai soldi”. “Non aggiungo altro – conclude Cusani rivolgendosi a Marrazzo – e mi preme soltanto tornare a ribadire che, quando deciderà di essere realmente sensibile verso questo territorio e questa comunità, sarò pronto a raggiungerLa ovunque e a qualsiasi ora”. Diametralmente opposta, come prevedibile, l’analisi degli esponenti pontini del centrosinistra, in particolare del consigliere regionale della Margherita Claudio Moscardelli e di quello dei Democratici di Sinistra Domenico Di Resta che hanno espresso grande soddisfazione per la presentazione del “Progetto Latina”. “Questo Piano di sviluppo socioeconomico – dicono i due - è un evento di straordinaria importanza, pone i presupposti di rilancio per l’intero territorio provinciale che si avvia ad emergere dopo il periodo di stagnazione per intraprendere un nuovo cammino caratterizzato da uno sviluppo ben inquadrato in una strategia condivisa tra le forze produttive e la Regione”. “Partendo da un’attenta analisi delle criticità e delle emergenze del panorama economico e produttivo della provincia - proseguono Di Resta e Moscardelli – il Progetto Latina traccia, grazie ad un innovativo percorso di concertazione tra istituzioni e forze economiche, la via di sviluppo da percorrere, assumendo scelte e condividendo soluzioni, intervenendo nel sistema produttivo, nello sviluppo del territorio e sottolineando l’importanza delle politiche di mobilità e logistica. Le linee guida del piano, si pongono come obiettivo l’individuazione delle priorità programmatiche e degli strumenti di pianificazione necessari per lo sviluppo ed il rilancio economico. Un piano di rilancio che si lascia alle spalle logiche campanilistiche, sostituendo la frammentazione con impegni precisi sui tempi di intervento, sulle modalità e sulle risorse da investire. Un piano caratterizzato fortemente da politiche industriali di ricerca e innovazione per intervenire in una vasta area depressa come la nostra, sostenendo il tessuto imprenditoriale e concentrandosi sullo sviluppo della filiera agricola e agro-industriale”. “Il plauso – concludono i due - va ai sindacati e alle forze sociali promotrici di questa sfida, prontamente raccolta dall’amministrazione regionale; e alla stessa Regione Lazio che con idee e programmi precisi si concentra sulla nostra provincia in modo netto, chiaro e condiviso. Dobbiamo sottolineare invece amaramente come l’amministrazione provinciale sia stata assente in questi mesi dal tavolo di concertazione, perdendo la possibilità di intervenire a favore delle politiche adatte allo sviluppo del territorio e caratterizzandosi esclusivamente con interventi ideologici e di sterile polemica strumentale”.
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a cura di la Redazione
pubblicato il 15/03/2007 Ore 14:09