Si pronuncia, sulla vicenda del possibile accorpamento delle scuole di Lenola ad istituti fondani, la Parrocchia di S. Maria Maggiore“E’ notizia di questi giorni – si legge nel comunicato stampa emanato dalla parrocchia - che la Scuola di Lenola, possa perdere l’autonomia per ritornare ad essere Scuola dipendente dal II circolo di Fondi. E’ noto a tutti che la Scuola di Lenola ha allevato eccellenze che oggi sono stimate nel mondo professionale ad ogni livello. Quella di Lenola è una Scuola che si è guadagnata l’autonomia grazie al sacrificio di insegnanti e genitori, i quali in questi anni e prima, nonostante la precarietà dei mezzi economici, con il comune sforzo anche delle istituzioni locali è diventato sempre più un Istituto richiesto e attestato, in quanto capace di andare incontro alle esigenze degli allievi. Non si comprende il motivo di una simile decisione, a fronte di tre semplici considerazioni: in primis la popolazione scolastica del Comune sarà in breve tempo destinata a crescere per il forte incremento demografico che si attende dalla significativa espansione urbanistica in corso specialmente nelle contrade, per tanto è utile e necessario conservare l’autonomia scolastica; in secondo luogo si sono del tutto superate le ragioni che negli ultimi tempi hanno indotto alcune famiglie specialmente dalle contrade a iscrivere i figli in altri Istituti nel Comune di Fondi, per tanto la ragione porta a considerare la necessità di mantenere l’autonomia scolastica per il Comune di Lenola; ed infine perché non formare una rete di Comuni montani che possano trovare proprio nell’Istituto comprensivo di Lenola la ragione di continuare ad esistere per non rischiare di vedersi questi addirittura chiudere la Scuola quando i numeri per alcune di esse superano di poco la decina? Siamo persuasi, come l’esperienza ci ha dimostrato, che l’autonomia scolastica costituisca un valore intrinseco, perdendo l’autonomia, la Scuola di Lenola, rischia di perdere così la sua identità, rischia di ritornare a vivere nella marginalità, come una scuola di periferia, costretta a camminare al seguito di esigenze e progetti che non sono suoi. Per tutte queste ragioni, crediamo che la Scuola di Lenola non possa e non debba perdere la sua autonomia, ma vada, anzi, sostenuta per crescere ulteriormente. E crediamo che sia interesse collettivo lavorare perché ciò non avvenga: non per il presente degli allievi che attualmente la frequentano, ma specialmente per il futuro delle nuove generazioni. In una realtà come la nostra, già di per sé povera di risorse, subire la marginalizzazione della Scuola significa impoverire ulteriormente il territorio e il futuro dei giovani. Consci dell’importanza di tali motivazioni, con l’unico intento di servire il bene comune, in particolare il bene delle famiglie dei più giovani; ricordando non di meno quanto la comunità parrocchiale di Lenola ha operato per la Scuola pubblica: facciamo appello alla buona volontà di quanti in ogni sede istituzionale hanno responsabilità perché si possa riconsiderare una scelta così grave e decisiva: privare dell’autonomia scolastica l’Istituto comprensivo Leonardo Da Vinci di Lenola ad oggi composto da oltre 50 docenti per servire 1400 famiglie con i suoi 350 alunni”.
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a cura di La Redazione
pubblicato il 28/10/2008 Ore 17:15