Prevedibile clamore anche nel nostro comprensorio all’indomani della presa di posizione del Presidente della Provincia di Latina Armando Cusani che nel corso dell’ultimo consiglio, appunto provinciale, ha sostanzialmente negato il radicamento della criminalità organizzata nel territorio pontino, denunciando invece la presenza di un’associazione politico-editoriale dedita alla diffamazione a mezzo stampa.“La posizione del nostro territorio è particolare, siamo una sorta di "provincia cuscinetto" pronta ad inglobare anche i problemi connessi a realtà che non ci riguardano direttamente. Non possiamo pensare, però, che realtà negative come la mafia, la camorra e la 'ndrangheta' siano presenze radicate sul territorio pontino e paragonare le situazioni malavitose a quelle siciliane o calabresi” ha dichiarato fra l’altro il Presidente rispondendo ad una specifica interrogazione del consigliere di minoranza Fabrizio Vitali. “Se si elabora con attenzione la storia della criminalità organizzata, studiandone, attraverso una mappa figurativa, i luoghi in cui attecchisce e si sviluppa facilmente, emerge – ha proseguito Cusani - che la Provincia di Latina è usata dalle organizzazioni criminali più come luogo d'incontro che come luogo d'affare. Nell'ultimo Comitato per l'ordine e la sicurezza a cui ho preso parte è stato accertato che il territorio pontino è sotto controllo, ma è anche evidente che siamo una "terra di mezzo", dove c'è molta ricchezza testimoniata anche dalla presenza di tante aziende”. L’autorevole esponente del PDL è poi passato al contrattacco sostenendo che “all'interno delle istituzioni c'è chi, alimentato da pericolose manie di protagonismo, ha un profondo interesse a portare avanti indagini per scovare associazioni criminali infiltrate nella Provincia di Latina. Questi soggetti dovrebbero adottare, invece, iniziative per studiare e rintracciare chi davvero va contro la legge”. “Posso dire con certezza – ha affermato Cusani - che in questa Provincia operano associazioni finalizzate a compiere reati non meno gravi, come ad esempio la diffamazione a mezzo stampa”. Il riferimento sembra essere evidente e riguarderebbe in particolare Latina Oggi, quotidiano già criticato aspramente in altre occasioni così come il suo editore Giuseppe Ciarrapico, da poco fra l’altro senatore proprio del PDL con le immaginabili frizioni interne anche alla forza politica che fa capo a Berlusconi e Fini. “Nessuno, in primis gli organi di giustizia, - ha argomentato il presidente - si è mai occupato realmente di questo reato che sta diventando deleterio, perché inquina la coscienza dei cittadini. L'uso distorto dell'informazione pubblicistica potrebbe comportare come effetto collaterale quello dell'emarginazione di tutta la provincia, provocando anche danni dal punto di vista economico”. “Se la stampa dovesse continuare a "marchiare a fuoco" questo territorio additandolo come covo per le famiglie dei Casalesi o zona franca per attività mafiose, allora potremmo anche dire addio del 33% di fatturato annuo che la Provincia di Latina raggiunge con la presenza delle multinazionali farmaceutiche perché i grandi colossi economici stranieri non troverebbero più interesse ad aumentare la loro produttività all'interno di un territorio con significative infiltrazioni criminali” ha concluso il presidente dell’Ente di via Costa, preannunciando che a settembre sarà organizzato “uno specifico incontro che servirà a fare il punto sulla sicurezza sociale e a ricercare le possibili soluzioni per fronteggiare sia i reati più gravi sia i tanti reati connessi al fenomeno della microcriminalità". Nel corso dell’assise, è stato intanto nominato nuovo consigliere provinciale l’attuale sindaco di Terracina Stefano Nardi, il quale subentra al suo collega di partito (AN) Roberto Migliori, recentemente diventato assessore all'ambiente e alla qualità della vita.
Articolo
a cura di La Redazione
pubblicato il 30/06/2008 Ore 13:08