Prevedibile soddisfazione da parte dei titolari e dei circa cinquanta dipendenti dell’Holiday Village, il campeggio di Fondi che come noto è tornato di fatto operativo dopo la revoca del sequestro preventivo disposto l’8 marzo scorso per presunta lottizzazione abusiva su area demaniale.Un’ipotesi di reato respinta sin dal primo istante dai titolari della struttura e dagli stessi lavoratori che hanno dato vita ad una mobilitazione permanente per evitare il licenziamento. Per tre mesi hanno manifestato praticamente ovunque, raccogliendo circa seimila firme di solidarietà e presentando le proprie istanze al sindaco di Fondi Parisella, al prefetto Frattasi, ai capigruppo consiliari fondani, al presidente della regione Marrazzo, a quello della provincia Cusani e persino al Presidente della Repubblica Napolitano. Dopo la rimozione dei sigilli avvenuta mercoledì pomeriggio, ieri hanno dunque potuto far ritorno finalmente al loro posto di lavoro. “Non abbiamo mai perso le speranze anche se ultimamente la situazione ci era sembrata davvero difficile” ha dichiarato una loro portavoce, aggiungendo che “in pochi giorni torneremo a pieno regime”. Soddisfazione, naturalmente, anche da parte di proprietari e gestori dell’Holiday all’indomani del provvedimento di revoca del sequestro, disposto direttamente dal Procuratore Capo di Latina Giuseppe Mancini che ha sostanzialmente avocato il fascicolo aperto dal Sostituto Giuseppe Miliano titolare dell’inchiesta. «Il provvedimento fa finalmente onore alla verità dei fatti e alla giustizia. Non solo e non tanto perché consente la immediata ripresa dell’attività, ma anche e soprattutto per la sua motivazione” ha commentato l’avvocato Corrado De Simone, legale appunto dei titolari del campeggio fondano. “E’ di rilevante interesse – ha aggiunto - sottolineare che il Procuratore nega la sussistenza di ipotesi attualmente rilevanti sotto il profilo penale, tanto da preannunciare la richiesta di archiviazione del procedimento”. “Presumibilmente – ha proseguito l’avvocato - il procuratore ha finalmente prestato la necessaria attenzione alla documentazione depositata nel fascicolo del PM e alla nostra ampia consulenza redatta dagli architetti Giampiero De Simone e Carlo Nati». Lo stesso legale ha duramente replicato all’esponente provinciale del Partito Democratico Luigi Di Mambro che aveva invitato proprio Mancini a “sottoporre al Consiglio Superiore della magistratura i recenti contrasti interni alla Procura sospendendosi temporaneamente dalle sue funzioni». «Ritengo sia stata perpetrata una gravissima e indebita ingerenza, non solo perché tale intervento invade illecitamente la sfera di autonomia della Procura della Repubblica di Latina, ma anche perché l’autore di tali affermazioni nulla sa degli atti del procedimento penale che allo stato attuale sono coperti dal segreto istruttorio, non essendo stata avanzata richiesta di rinvio a giudizio che peraltro pare doversi escludere”. “Un tale atteggiamento, gravemente irresponsabile e riprovevole – aggiunge De Simone - oltre a poter costituire fonte di reato è ampiamente dimostrativo di una violenta e aggressiva interpretazione di alcuni valori fondamentali, in primis quello dell’autonomia della magistratura». Sul dissequestro dell’Holiday interviene, intanto, anche la Federazione provinciale di Rifondazione Comunista secondo cui la possibile archiviazione del caso “riapre scenari quantomeno oscuri sulla situazione della Legalità in Provincia di Latina”. “Quella del Procuratore Capo Giuseppe Mancini a nostro avviso è una decisione inopportuna che sarebbe stato meglio fosse sopravvenuta dopo le indagini e soprattutto con il consenso dei Magistrati incaricati ad occuparsi di questo caso” sostiene Rifondazione. Lo stesso Partito di sinistra si augura che il Procuratore Mancini “renda noto, oltre che al CSM, anche ai cittadini e quindi all’opinione pubblica le motivazioni del proprio operato”.
Articolo
a cura di La Redazione
pubblicato il 12/06/2008 Ore 12:41