Di vita, di letteratura, di viaggi, di libri, di questo e molto altro si parlato lo scorso 13 maggio con Giorgio Montefoschi nellambito della III edizione della Festa del libro.Un incontro destinato a restare ben impresso nella memoria del folto pubblico che, accorso numeroso, si subito premurato di acquistare uno dei suoi volumi presso lo stand allestito per loccasione, nella speranza, felicemente esaudita, di vederselo autografato; un libro quello, destinato del resto a diventare il pezzo forte della propria libreria, che come emerso dalle parole dellautore stesso, troppo spesso popolata da volumi per signorine. Il libro spiega Montefoschi come un viaggio, qualcosa che resta dentro, limportante sta nellandare nei luoghi che aprono la mente. Parole che non potevano apparire pi appropriate a Stefano Di Pietro, presidente dellA.N.G.aE., e allassessore alla Pubblica Istruzione Egidio Turchetta, organizzatori e promotori delliniziativa che, nei loro saluti iniziali, tanto hanno insistito sullantico valore della carta stampata e della lettura. Lassessore in particolare, sempre in primo piano per lorganizzazione di eventi culturali e artistici nella nostra cittadina, ha ribadito limportanza della manifestazione che, giunta alla sua III edizione, pu gi vantare i nomi di alcuni noti letterati ed editori nazionali che anno per anno vi hanno partecipato. Travolto da interessantissime domande formulate da Marco Grossi, attento conoscitore delle sue opere, e dai giovani ragazzi delle scuole superiori, che hanno partecipato entusiasti allevento, Montefoschi ha spaziato dalla propria passione per le descrizioni liriche, alle tecniche di scrittura adottate, dai luoghi preferiti per lambientazione dei suoi romanzi a quelli visitati nei molteplici viaggi, sfociando infine, in un fiume di riferimenti letterari. Le trame semplici che dicono cose importanti della Austen, le produzioni ispirate alle nostre montagne di Moravia, ma primo fra tutti, ripetuto e significativo, stato il riferimento a Flaubert dal quale ho imparato a descrivere gli occhi dei miei personaggi ha spiegato Montefoschi. Gli occhi ha poi proseguito lautore sono la lanterna dellanima, per questo vi do tanta importanza nei miei romanzi. La discussione si fatta man mano sempre pi fitta e coinvolgente fino a lasciar intravedere, dietro quellaspetto apparentemente mascherato e impenetrabile, il profilo di uno scrittore assai complesso e profondo: un narratore che ama i luoghi delle nostre terre, percepiti come luoghi dellanima nella cui variet pi volte ha trovato un locus amenus da sintonizzare con uno dei suoi personaggi; un romanziere che si camuffa dietro reiterazioni di atti e luoghi che sembrano svelare segreti della sua personalit e dei suoi affetti; un uomo la cui sensibilit e profondit stata acuita dalle svariate esperienze di vita raccolte in giro per il mondo cui, forse per riservatezza, ha vagamente accennato nellincontro. Interessanti infine le delucidazioni dellautore in merito all erotismo sempre allusivo e molto garbato, anzi, spesso censurato, che distingue i suoi romanzi: Spesso le scene damore spiega lautore - non sono cos soddisfacenti come dovrebbero essere, questo perch cos la realt, una realt dove lamore molto subito e la precocit dellatto sessuale un grave problema. La discussione meritava senzaltro di protrarsi ancora a lungo ma i tempi esigevano di passare agli altri importanti momenti previsti dal programma. La parola, quindi tornata a Stefano Di Pietro e allassessore Turchetta che, dopo aver assegnato un riconoscimento culturale a due noti scrittori locali, al Professor Giuseppe Palano e al Dottor Gino Fiore, hanno infine donato a Montefoschi un volume sulla storia di Fondi per ringraziare l'ospite della propria presenza. La Festa del libro poi proseguita in serata con un concerto curato da La Voce, periodico di informazione locale, che ha visto protagonisti Paolo Recchia ed il Trilogy jazz trio. La performance musicale ha nuovamente attratto un vivace pubblico che ha seguito con entusiasmo lesibizione e al quale stato infine offerto un buffet del ristorante La Magnatora.
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a cura di B. Savodini
pubblicato il 16/05/2008 Ore 14:20