E’ stato rinviato a giovedì 10 aprile l’incontro con l’ex presidente della Camera Luciano Violante, promosso dal Partito Democratico di Fondi ed inizialmente previsto per mercoledì 2.
L’iniziativa, posticipata a causa di una momentanea indisposizione dell’onorevole, si terrà sempre in Piazza Unità d’Italia nei pressi del castello e sempre a partire dalle 18e30. All’incontro, durante il quale si dibatterà di “rapporto tra etica pubblica e politica”, prenderà parte, tra gli altri, il consigliere comunale fondano Massimo Di Fazio, candidato al Senato nelle elezioni del 13 e 14 aprile prossimi nella lista, appunto, del Partito Democratico. “Sarà un momento di approfondimento di una problematica attualissima della politica nazionale e locale” ha spiegato il coordinatore cittadino del PD, Bruno Fiore, che fungerà da moderatore. Presidente uscente della “Commissione Affari Costituzionali, Presidenza del Consiglio ed Interni” della Camera dei Deputati, nonché ex presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, “l’onorevole Violante – dice sempre Fiore - è da sempre impegnato nel dibattito sul significato e sui contenuti da dare alla necessità di ricostruire un patto di fiducia tra cittadini ed istituzioni politiche, partendo dalla constatazione che la legittimazione elettorale periodica non sia più sufficiente a garantire la credibilità dei soggetti politici e la comunicazione tra amministratori ed amministrati”. “E’ necessario – sostiene il dirigente fondano del PD - trovare percorsi nuovi di raccordo tra cittadini ed eletti, se non si vuole alimentare una raffigurazione della politica come contrapposizione di interessi particolari, che mortifica chi la politica la pratica con serietà, onestà e profusione di tempo ed energia”. “La politica – conclude Fiore - è oggi vista da troppi cittadini come il luogo dei privilegi della “casta”, in cui nel “partito-bottega” si scatenano individualismi sfrenati, egocentrismi, narcisismi, che alimentano un’inquietante deriva morale. Abbiamo, allora, bisogno di un chiaro e aperto dibattito pubblico intorno ai valori minimi che debbono ispirare l’azione politica ed amministrativa, al governo come all’opposizione. Non registrare questo bisogno ci espone al rischio di consolidare una frattura fra classe politica e società civile, frattura pericolosissima per la libertà e la democrazia”.
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a cura di La Redazione
pubblicato il 01/04/2008 Ore 10:57