Si conoscerà quasi sicuramente il prossimo 11 febbraio la sorte processuale di Luigi Gaudino, il 25enne di origini campane da qualche tempo residente a Fondi, che il 12 gennaio dell’anno scorso uccise a coltellate, in un’abitazione della zona di Monte Vago, Luciano De Lucia, 42enne di Santa Maria a Vico, padre della sua ex fidanzata.Ieri, intanto, nel penultimo atto del processo con rito abbreviato che si sta svolgendo davanti alla Corte d’Assise di Latina, il Pubblico Ministero Luigia Spinelli ha chiesto per l’imputato venti anni di reclusione per omicidio volontario e lesioni. Considerando il beneficio dello sconto di un terzo della condanna per chi sceglie il rito abbreviato, si tratta in sostanza del massimo della pena. Gli avvocati difensori, Claudio Sgambato e Giuseppe Stellato, che avevano già ottenuto la modifica dell’iniziale imputazione di omicidio premeditato, hanno chiesto il riconoscimento delle attenuanti generiche, evidenziando in particolare le provocazioni e le minacce che il giovane avrebbe subito in precedenza e il fatto che l’imputato soffrisse di crisi epilettiche e dunque fosse parzialmente incapace di intendere e volere al momento dell’omicidio. Il prossimo 11 febbraio, dopo le contro-repliche delle parti processuali, tra cui quelle di parte civile dei familiari della vittima, i giudici emetteranno quasi sicuramente la sentenza. Come forse si ricorderà, la tragedia si consumò in un monolocale al pian terreno di via Tempio di Iside. Guadino, ora rinchiuso nel carcere di Cassino dopo un periodo trascorso in quello di Latina, colpì con quattro coltellate, di cui una mortale al cuore, Luciano De Lucia, e ferì gravemente all’arteria femorale la sua ex fidanzata e figlia della vittima, Maria Carmencita. La ragazza fu strappata alla morte grazie al pronto intervento dell’equipe di chirurgia dell’ospedale di Fondi diretta dal dottor Giovanni Baiano. Il fratello 19enne Giuseppe fu invece ferito solo in maniera lieve. I tre sarebbero giunti a Fondi - dove Guadino risiedeva dopo aver trovato lavoro come cuoco presso un ristorante del litorale - per riprendere vestiti ed oggetti che la ragazza aveva lasciato nell’appartamento condiviso con lui durante la precedente relazione. Una volta presso l’abitazione ci fu presumibilmente una colluttazione cui seguirono i fatti di sangue. L’omicida fu arrestato qualche ora dopo dagli agenti del commissariato fondano di Polizia, allora diretto dal vice questore Alessandro Tocco, mentre camminava in stato confusionale nei pressi di via Diversivo Acquachiara.
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a cura di la Redazione
pubblicato il 02/02/2008 Ore 14:40