Il romano Bruno Longhini, con "Nebbia di Piombo", e il fiorentino Stefano Massini, con “L'Alba a mezzanotte", hanno vinto ex-aequo il 33esimo premio “Fondi La Pastora per la scrittura drammatica e lo spettacolo”.La proclamazione dei vincitori si è avuta nella serata di Venerdì scorso al Nuovo Teatro Colosseo di Roma alla presenza di un numeroso pubblico, in gran parte autori, attori, registi e tecnici del teatro. La cerimonia è stata condotta da Renato Giordano e da Franco Portone, quest'ultimo curatore del premio sin dalla sua fondazione a Milano nel 1974. Il buon livello generale delle scritture ha trovato in pieno conferma quest'anno, tanto che la giuria ha incontrato non poche difficoltà nello scegliere, come da regolamento, i sette finalisti. Le opere infine selezionate, tutte apprezzabili per diverse ragioni, costituiscono lo specchio di una situazione ottimale che ha portato i giurati a proclamare ex-aequo le opere di Longhini, noto commediografo più volte rappresentato che ribadisce con stile essenziale e penetrante le sue ben distinte qualità; e di Massini, giovane autore noto per commedie di successo, in evidenza per l'intelligente ed efficace uso della metafora. La giuria ha riservato i suoi complimenti a tutti gli altri finalisti. Gli organizzatori de La Pastora, concorso per una commedia inedita di autore italiano giunto come detto alla sua 33esima edizione, si dicono naturalmente soddisfatti innanzitutto per la longevità del Premio (cosa non frequente in campo teatrale); ma anche per l’alto numero di partecipanti (oltre 150 copioni giunti alla segreteria del Premio). Testimonianze insomma dell'interesse che suscita la scrittura drammatica, specie fra le nuove generazioni. Nato negli anni '70 per iniziativa del noto pittore e scenografo fondano Domenico Purificato e, appunto, di Franco Portone, il “Fondi La Pastora” ha rivelato nel corso della sua storia diversi autori che hanno poi avuto l'occasione di consolidare la loro opere attraverso la rappresentazione sui palcoscenici. Una linea che nel corso delle edizioni si è mantenuta brillantemente e con continuità, contribuendo cosi al rinnovo del repertorio nazionale, esigenza largamente sentita da chi persegue una drammaturgia valida nella propria lingua, espressione del proprio mondo.
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a cura di la Redazione
pubblicato il 18/12/2007 Ore 14:57