Esclusa Roma, che vanta naturalmente un numero di residenti sei volte superiore, è Latina la provincia del Lazio con il maggior numero di evasori fiscali accertati.I dati su questo gravissimo fenomeno - che riguarda come noto tutta l’Italia e che incide pesantemente sia sugli equilibri del bilancio dello Stato sia sulle tasche dei cittadini onesti, che proprio per questo sono costretti a pagare più tasse - sono stati ufficializzati in occasione del recente avvicendamento al vertice della Guardia di Finanza regionale, che ha visto il generale Michele Adinolfi prendere il posto del pari grado Daniele Caprino, alla guida nell’ultimo triennio dei circa 5mila e 400 finanzieri del Lazio. Nel dettaglio è stato reso noto che nei primi undici mesi del 2007 le Fiamme Gialle regionali hanno già individuato mille e quaranta evasori fiscali totali. Nei dodici mesi dell’anno scorso ne erano stati individuati invece 880. Nella lista nera ci sono un po’ tutti: commercianti, imprenditori, costruttori, medici e avvocati, albergatori e immobiliaristi; ma anche titolari di concessionarie d’auto e di ditte delle pulizie, operatori di spiaggia e proprietari di casa che affittano in nero. Con i suoi 710 casi scoperti, Roma è, come detto, in testa a questa spiacevole graduatoria. Ma subito dopo c’è la provincia di Latina, con 125. Abbastanza più di Frosinone e Viterbo che si fermano, rispettivamente, a 89 e 87. Ferma addirittura a 29 casi, invece, la virtuosa Rieti. ‘L’evasione è a tutti i livelli - ha detto il generale Caprino - perché è legata purtroppo ad una mentalità diffusa. Adesso, poi, il fenomeno è alimentato anche dalla perdita del potere d’acquisto’. Un altro settore nel quale le fiamme gialle hanno intensificato l’attività è quello dei cosiddetti ‘controlli strumentali’ sull’emissione di ricevute e scontrini. Una battaglia combattuta ogni giorno sulle strade del Lazio, che vede dall’altra parte negozianti, baristi, ristoratori, barbieri, meccanici riottosi. In tre anni le verifiche, vale a dire gli ‘ingressi’ di pattuglie in divisa negli esercizi commerciali, sono state 171mila. E, ciò che più conta, quelle con ‘esito positivo’, ovviamente per l’erario, sono state più di 30mila, vale a dire quasi il 20 per cento. Da questa situazione non è escluso, naturalmente, il nostro comprensorio, dove qualche mese fa, per esempio, non è passata inosservata la pubblicazione dei dati relativi alle dichiarazioni dei redditi, riguardanti per la precisione l’anno 2004. In quell’occasione ci fu l’indiretta conferma delle difficoltà che devono affrontare ogni giorno migliaia di persone, visto che circa 10mila nuclei familiari hanno comunicato di vivere con meno di 30mila euro l’anno. Oltre la metà di questi, addirittura con meno di quindicimila euro, ovviamente lordi. Allo stesso tempo non mancarono però perplessità. Sia per il numero di dichiarazioni presentate sia per il fatto che solo pochissimi nuclei familiari hanno dichiarato di poter contare su redditi medio-alti. Per quanto riguarda il primo aspetto vale la pena ricordare che su una popolazione di circa 34mila persone, solo un terzo ha comunicato al fisco i propri guadagni. Una percentuale davvero impropria, anche se si considerasse un alto numero di dichiarazioni congiunte e familiari a carico. I dubbi maggiori sono nati però dalle cifre dichiarate. Su poco meno di 12mila persone, solo 67 hanno infatti detto di guadagnare tra i 70mila e i 100mila euro l’anno; ed addirittura solo 42 fondani hanno ammesso di percepire oltre i 100mila euro. Dati che stridono indiscutibilmente con un diffuso tenore di vita, caratterizzato da auto di lusso, abiti griffati, viaggi e frequentazioni di locali. Viene dunque facile ipotizzare che molti hanno, appunto, evaso il fisco; oppure, e questo preoccupa per altri motivi, che hanno fatto ricorso a prestiti e crediti vari per sostenere un tenore di vita superiore alle reali possibilità finanziarie.
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a cura di la Redazione
pubblicato il 06/12/2007 Ore 14:33