Presìdi ospedalieri della provincia di Latina: novità in vista per la nomina dei relativi direttori sanitari. La manager ASL Ilde Coiro ha infatti dato mandato all’ufficio del personale di provvedere per l’incarico che prevede un contratto quinquennale.Uno dei principali cambiamenti riguarda proprio il nostro comprensorio. E’ infatti praticamente certo l’avvicendamento di direzione tra il presidio nord - che ha nel “Santa Maria Goretti” di Latina la punta di diamante - e quello di centro che, oltre al “Fiorini” di Terracina e al “San Giovanni di Dio” di Fondi, comprenderà, dopo l’approvazione dell’atto aziendale, anche il “Regina Elena” di Priverno. Rosario Sciuto, per anni vice direttore proprio al “Goretti”, lascerà dunque Fondi e Terracina per tornare a Latina; mentre Sergio Parrocchia giungerà nel nostro distretto. Il 62enne Sciuto, dopo l’esperienza nel capoluogo pontino, era stato anche vice-direttore al “Sant’Eugenio” e al Regina Elena di Roma. Per il 43enne Sergio Parrocchia, con esperienze passate al “Poma” di Mantova e al “Belcolle” di Viterbo, un riconoscimento all’attività non semplice svolta fin qui alla guida della realtà ospedaliera più complessa della provincia. Un’esperienza importante, data anche la giovane età, che tornerà utile in una realtà sempre “calda” come quella del nostro presidio ospedaliero. Sempre a proposito di sanità, c’è da riferire intanto dello sciopero indetto per mercoledì prossimo 11 luglio da tutte le categorie della dirigenza medica, veterinaria, sanitaria, tecnica, professionale ed amministrativa che protestano contro i tagli indiscriminati dei finanziamenti e del personale operati dalla Giunta Regionale nei confronti delle Aziende sanitarie pubbliche. Si tratta, secondo i sindacati, di una gravissima violazione delle norme di legge e dei contratti di lavoro. “Il disavanzo, accumulato dalla Regione per le dissennate gestioni delle Giunte che si sono alternate nel tempo, non può essere scaricato solo sui dipendenti pubblici che sostengono i livelli di assistenza sanitaria forniti ai cittadini” si legge in una nota. “La Regione e i Ministeri della Sanità e dell’Economia – prosegue il documento - fanno finta di ignorare l’origine reale dei disavanzi, soprattutto con riferimento alla prevalente presenza della Sanità privata accreditata. Mentre si mandano al collasso le strutture pubbliche, comprese quelle dell’emergenza-urgenza, si aprono infatti nuove strutture private”. I sindacati preannunciano una vertenza durissima che non avrà soluzione fino alla revoca degli atti deliberativi assunti il 12 giugno scorso dalla Giunta regionale.
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a cura di la Redazione
pubblicato il 06/07/2007 Ore 15:44