Prime indiscrezioni sul cosiddetto Atto Aziendale della ASL di Latina, il documento con cui, in sostanza, si dislocano sul territorio provinciale i servizi sanitari ed ospedalieri.L’atto, al momento ancora sotto forma di bozza, è destinato ad essere adottato entro la fine di luglio e lunedì sarà oggetto di discussione nel collegio di direzione dell’Azienda Sanitaria pontina, da qualche settimana diretta, come noto, dalla nuova manager Ilde Coiro. Poi dovrà essere discusso con il consiglio dei sanitari, le organizzazioni sindacali e le associazioni, prima di approdare nell’attesa conferenza provinciale dei sindaci. Secondo quanto si è appreso, tra le ipotesi contenute nelle circa 140 pagine del documento si ipotizza una diminuzione dei dipartimenti. Si farebbe riferimento in particolare ad una soppressione di quello materno-infantile e di quello di oncoematologia. Dalla ASL tengono comunque a precisare che nulla è stato ancora deciso. Per quanto riguarda i presìdi ospedalieri si annuncia una riduzione, con i centri minori dei Monti Lepini che verrebbero accorpati al presidio di Latina e con Privernoi che rientrerebbe invece in quello di Fondi e Terracina. Proprio a proposito di quest’ultimo distretto, che naturalmente ci riguarda più da vicino, sembra che sia stato indicato un tetto di venti milioni di euro per le spese del 2007. Tra gli altri elementi contenuti nella bozza di Atto aziendale figurano il potenziamento della presenza dell’Università e il superamento dei reparti ospedalieri tradizionalmente intesi con cosiddetti dipartimenti assistenziali ospedalieri. Il tutto considerando la centralità della persona e l’istituzione di percorsi integrati per l’assistenza e l’accoglienza, oltre che una rimodulazione dei servizi e dei presìdi nell’ambito di scelte improntate alla qualità e all’appropriatezza delle spese. Ora bisognerà vedere come questi condivisibili princìpi saranno tradotti in pratica. Soprattutto presso l’ospedale e i servizi territoriali del comprensorio fondano, oggetto come noto di dure prese di posizione da parte di amministratori comunali e sindacati di categoria che ormai da tempo denunciano carenze di personale e di apparecchiature incompatibili con la salvaguardia di livelli di assistenza quantomeno accettabili.
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a cura di la Redazione
pubblicato il 23/06/2007 Ore 14:31