In attesa della nomina da parte della Regione Lazio del nuovo manager della ASL pontina e dopo la clamorosa sentenza della Corte Costituzionale, che come ampiamente riferito nei nostri tg di ieri, potrebbe riportare al suo posto l’ex direttore generale Benito Battigaglia, la sanità della provincia di Latina è alle prese con una vera e propria emergenza.Dall’inizio dell’anno gli interventi chirurgici si sono infatti praticamente dimezzati a causa della carenza di anestesisti e dei mancati accordi relativi, da un lato, all’incentivazione di chi è in servizio e, dall’altro, all’assunzione di dieci nuovi specialisti. Dopo le dimissioni di Ernesto Petti, che lo scorso 6 marzo ha lasciato come noto l’incarico per sopraggiunti limiti d’età, le trattative si sono arenate. Gli anestesisti che sono al lavoro, e che da sempre hanno carenze di organico, continuano a garantire guardie ed emergenze ma hanno ridotto gli interventi programmati. La Asl sarebbe pronta ad acquistare ulteriori 25mila ore di prestazioni ma l’intesa non è stata ancora formalizzata. Altro aspetto riguarda la promessa della Regione di assumere, in via straordinaria e in deroga alle ultime disposizioni, dieci nuove unità. Provvedimento che però non è stato ancora adottato. L’organico dovrebbe essere di 69 medici ma al momento ce ne sono appena 53. Il risultato è che, mentre al “Goretti” di Latina si riesce ad avere un minimo di attività in quanto delegato alle emergenze, altrove, e dunque anche nel comprensorio di Fondi, le operazioni sono praticamente diminuite della metà. Questo è ovviamente un disagio per i cittadini ma anche un danno per l’Azienda Sanitaria, visto che l’impossibilità di effettuare interventi programmati incentiva la mobilità passiva, il ricorso cioè a strutture sanitarie di un’altra ASL, con costi notevolissimi dovuti al rimborso delle prestazioni e con una perdita di credibilità. Il tutto, come detto, in una fase di governo senza certezze. Il direttore amministrativo Giuseppe Testa continua a svolgere ad interim anche le funzioni di direttore generale, mentre dalla Regione ancora non si hanno notizie sul successore di Petti. A tal riguardo ci sarebbero delle contrapposizioni politiche all’interno dei Democratici di Sinistra cui spetterebbe la designazione del nuovo manager. Un ruolo per il quale fino a pochi giorni fa era data per favorita la 52enne romana Ilde Coiro, attualmente direttrice amministrativa dell’azienda ospedaliero-universitaria di Pisa. Esponenti diessini di Latina spingerebbero però per Nino Lazzaro, al quale potrebbe comunque spettare l’incarico di direttore sanitario attualmente ricoperto da Carlo Saitto. In questa intricata situazione si inserisce, come detto, anche la sentenza della Corte Costituzionale che potrebbe riportare al suo posto l’ex manager Benito Battigaglia per il residuo periodo di un anno che mancava alla scadenza del suo contratto al momento della rimozione dall’incarico. La Consulta ha infatti praticamente bocciato lo “spoil system” applicato dalla Regione Lazio per la nomina dei manager delle Asl e delle Aziende ospedaliere. Si tratta, in sostanza, della sostituzione dei dirigenti di enti e dipartimenti al momento dell’insediamento di una diversa maggioranza politica. Una sentenza, quella della Corte Costituzionale, partita da una legge nazionale del 2002 firmata dall’allora ministro Frattini ed applicata alle norme contenute nello Statuto regionale giudicato per quelle parti, appunto, incostituzionale. Battigaglia, in sostanza, sarebbe dovuto rimanere in carica fino alla scadenza naturale del suo contratto.
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a cura di la Redazione
pubblicato il 27/03/2007 Ore 14:34