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Si sollevano pesanti ombre sul restauro della Giudea di Fondi. Per il recupero dello storico quartiere ebraico, da vent’anni a questa parte, sono arrivati ingenti finanziamenti da parte della Regione. Soldi che servivano a realizzare strutture residenziali. Ma così non è stato.Almeno la vedono così Luigi Nieri e Filiberto Zaratti, autori di un’interrogazione sull’argomento in consiglio regionale. Tanto che i due esponenti di Sinistra Ecologia e Libertà hanno chiesto agli assessori regionali competenti quali iniziative “intendano adottare nei confronti del Comune di Fondi per il recupero del finanziamento destinato all’edilizia residenziale pubblica e, di fatto, utilizzato per altri fini”, e “se non ritengano opportuno richiedere alla suddetta amministrazione anche il pagamento degli interessi maturati”. “A partire dal 1990 - spiegano Nieri e Zaratti - la Regione ha deliberato consistenti voci di spesa destinate all’acquisizione di immobili al fine di incrementare l’offerta pubblica di alloggi. Di quegli stanziamenti, 2 miliardi e 800 milioni di vecchie lire furono destinati ad una parte del centro storico del Comune di Fondi. Nel 1996 la commissione tecnica dell’allora Istituto Autonomo per le Case Popolari di Latina espresse parere favorevole. Parliamo di 15 alloggi per una superficie complessiva di 1700 metri quadri, dei quali 907 destinati a residenze. Ultimati i lavori di recupero già da qualche anno, e avviata una graduatoria di assegnazione degli alloggi per i richiedenti, avviene un fatto anomalo: anziché assegnare gli alloggi agli aventi diritto, l’11 giugno 2003 il Consiglio comunale, con delibera numero 23, stabilisce di destinare il complesso architettonico alla foresteria del Comune di Fondi e a servizi culturali. In sostanza – concludono - il Comune una volta ottenuti i soldi e ultimati i lavori, decide di utilizzare il tutto per ospitarvi amici e conoscenti. Abbiamo notizia che transitano per le stanze della Giudea artisti, calciatori e personaggi noti. Ancora nel 2010 i giocatori della Fondi Calcio ne fanno richiesta e ottengono gli appartamenti come dormitorio, tanto che fino a qualche anno fa alcuni di loro sembravano proprio abitarci stabilmente”.
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Articolo
a cura di R. Antonilli
pubblicato il 04/03/2011 Ore 12:43