Dopo la chiusura dei cosiddetti “ospedali sotto casa” ovvero Minturno, Priverno, Gaeta e Sezze, che non apriranno mai più, il prossimo, prima declassato e poi avviato alla chiusura, sarà il nosocomio fondano.Un'interrogazione dai toni apocalittici quella presentata lo scorso lunedì al consiglio comunale dall'esponente di “Progetto Fondi” Egidio Turchetta ma che in effetti si sta rivelando tragicamente vera.
L'ex assessore all'istruzione ha infatti parlato con precisi dati alla mano e soprattutto sulle basi del P.R.U.O., il Protocollo per la Revisione dell'Uso dell'Ospedale che studia l' appropriatezza dei ricoveri e delle prestazioni ospedaliere e che è stato utilizzato dalla presidente della Regione Lazio Renata Polverini per strutturare il suo maxi progetto di riordino della rete ospedaliera.
Ma Terracina non potrà sorridere perché dopo le toccherà la stessa sorte.
Eppure, il presidio centro Fondi-Terracina, è un complesso dai grandi numeri con 160 posti letto, 50 mila accessi annui, di cui 20mila sono a Fondi, 26 branche specialistiche e 500 mila prestazioni specialistiche annue.
“Se la colpa – ha spiegato Turchetta – va sicuramente attribuita ad una politica sanitaria negli ultimi decenni troppo onerosa e dispendiosa” non resta che domandarsi, come si può ovviare la chiusura del nostro ospedale?
Secondo il consigliere di “Progetto Fondi” la soluzione è nascosta nell' Università Sapienza di Roma che “potrebbe apportare nuovi servizi, personale sanitario e risorse aggiuntive per il territorio oltre ad una offerta sanitaria completa ed efficiente”.
“A Fondi – ha aggiunto Turchetta snocciolando la sua interrogazione - potrebbero arrivare senza difficoltà e senza oneri aggiuntivi, varie specialistiche come Otorino, Urologia od Oculistica. Inoltre abbiamo spazi per corsi Universitari che sarebbero di grande aiuto all’economia fondana. Oggi non si può rimanere isolati ed a comparti stagno ma bisogna confrontarsi e collaborare con l’istituzione che per antonomasia si occupa di formazione e istruzione che è l’Università Sapienza – Polo Pontino. Ognuno faccia la propria parte – ha concluso Turchetta - perché in discussione non vi è solo l’Ospedale San Giovanni di Dio di Fondi, fortissimamente voluto da tutti i fondani, ma anche e soprattutto la salute di migliaia e migliaia di cittadini”.
Articolo
a cura di B. Savodini
pubblicato il 23/06/2010 Ore 13:47