Programmato presso l’auditorium comunale per permettere a più persone possibile di seguirlo comodamente, il consiglio comunale straordinario si è rivelato un flop.In termini di pubblico ed in termini di decisioni. I lavori cominciano col piede sbagliato, almeno secondo l’opposizione.
Il consigliere di maggioranza Marco Carnevale ha infatti subito proposto di rimandare la seduta dal momento che il prefetto aveva accettato di incontrare i capigruppo: “all’indomani di un colloquio con l’autorità – ha spiegato – avremmo maggiori argomenti su cui confrontarci”.
L’opposizione, naturalmente, non ha accettato e sono cominciate così una serie di discussioni che si sarebbero protratte fino a notte inoltrata: quattro ore per non accordarsi praticamente su nulla.
L’opposizione comunque, si è trovata più o meno compatta sulla decisione di proseguire i lavori: “anzi – ha detto Franco Cardinale – dovremmo fare più incontri prima di parlare con il prefetto per avere le idee chiare e potergli dare anche qualche suggerimento”.
Il sindaco De Meo poi si è abbandonato al suo lungo discorso, minuzioso e molto formale, come al solito, con tanto di citazioni di Napolitano e di schematizzazione finale: 1) la malavita si nasconde nel mercato ortofrutticolo fondano come in tanti altri posti d’Italia; 2) è importante collaborare con le autorità e rispettarle; 3) quella della legalità è una battaglia che dovrebbe essere senza colore politico.
A quel punto Faiola e Fiore hanno affilato le armi: “ha chiamato il prefetto sua eccellenza 19 volte, le ho contate – ha commentato sarcastico l’unico membro del gruppo misto – tanto rispetto quando al precedente prefetto sono arrivate solo minacce di querela. A distanza di qualche mese lei ha dovuto riconoscere che ci sono infiltrazioni criminali nel nostro territorio”.
“Stiamo affrontando un tema che ci ha fortemente contrapposto in passato – ha aggiunto Bruno Fiore – non dimentichiamo che la precedente amministrazione si è salvata solo con un escamotage altrimenti sarebbe stata sciolta per infiltrazioni malavitose”.
“Secondo me – ha commentato ancora Franco Cardinale in tono non polemico – per combattere la criminalità bisogna prima combattere la crisi occupazionale perché la malavita si radica dove ci sono giovani squattrinati a spasso ed i cerca di facili guadagni”.
Di parere opposto rispetto all’opposizione Giorgio Fiore, secondo il quale la criminalità è un fatto importante di cui parlare in privato e non in un consiglio comunale. Inoltre, il navigato esponente di “Progetto Fondi” ha dichiarato di non essere disposto a costituirsi parte civile nei processi per mafia perché non si sente abbastanza tutelato.
Questa volta Giorgio Fiore, introducendo il tema che avrebbe animato il consiglio per le seguenti tre ore, ha raccolto molti applausi ma poi, subito dopo, ha deciso di abbandonare l’assise.
Articolo
a cura di B. Savodini
pubblicato il 17/06/2010 Ore 13:27