Ormai, appare quanto mai strumentale – dichiara il Sindaco Luigi Parisella - il persistente tentativo del consigliere regionale on. Domenico Di Resta, teso a contestare immotivatamente l’azione dell’amministrazione comunale nell’ambito dello storico contenzioso con gli occupatori abusivi (senza titolo) dei terreni demaniali e di uso civico di Selva Vetere.Eppure, occorre evidenziare che sono molteplici le sentenze emesse dal Commissario per gli usi civici di Roma nei vari procedimenti promossi dagli occupatori abusivi che contestavano la natura demaniale del bene, riconoscendo non solo la natura civica dei terreni occupati, ma anche l’abusività dell’occupazione medesima.
Orbene, il consigliere Di Resta dovrebbe sapere che lo stato di occupazione abusiva costituisce “sicuramente un fatto ingiusto ai sensi dell’art. 2043 Cod, Civ. che obbliga al risarcimento di danni consistenti nella sottrazione del bene alla fruizione collettiva in conformità alla sua natura”, cosi come statuito dal Tribunale di Terracina nelle varie sentenze finora emesse. Proprio in data 1 ottobre 2008 lo stesso Tribunale di Terracina ha avuto modo di ribadire che “sino a quando permane la natura demaniale del bene la sua occupazione determina un danno”.
Già si è avuto modo di rilevare come l’interrogazione presentata dal consigliere Di Resta al presidente del Consiglio regionale nel giugno scorso è fondata su di un assunto completamente fuorviante, che confonde, non so se artatamente, elementi che configurano situazioni giuridiche differenti: il canone, presuppone l’esistenza di un titolo; l’indennità risarcitoria (che sta perseguendo il Comune ai sensi di legge), presuppone l’assenza di titolo.
Il Comune di Fondi – sottolinea il Sindaco Luigi Parisella - sta agendo in giudizio non per rivendicare la corresponsione di un canone (come erroneamente afferma Di Resta), circostanza che presuppone a fronte dell’occupazione il possesso di un titolo concesso dal Comune stesso, ma per vedersi riconosciuta dal giudice la relativa indennità risarcitoria a seguito del danno prodotto alla collettività dall’occupazione senza titolo del bene demaniale.
L’inerzia degli amministratori comporterebbe un evidente danno erariale che la Corte dei conti non esiterebbe ad imputare a loro carico.
Orbene, anche la risposta del competente assessore regionale a tale interrogazione, da quanto riportato dalla stampa, sembra voler cavalcare tale condotta incoerente, confusionaria, mistificatrice.
Il richiamo dell’assessorato regionale al regio decreto 332/28 che recita “la disposizione che vede come cittadini nella qualità di utenti degli usi civici sui demani collettivi, comporta che l’importo del corrispettivo debba essere commisurato all’effettivo ammontare delle spese di gestione sostenute, indipendentemente dall’entità del godimento che ne traggono gli utenti stessi”, detto richiamo risulta anch’esso assolutamente incoerente e fuori luogo. Infatti, il citato decreto fa riferimento a “cittadini nella qualità di utenti degli usi civici sui demani collettivi”, quindi presuppone che gli stessi siano legittimamente titolati al possesso dei beni. Ma tale condizione giuridica non può verosimilmente essere riconosciuta a coloro che, invece, senza titolo, e quindi nella più totale abusività, occupano terreni demaniali, cosi come espressamente sentenziato dal giudice.
Se c’è qualcuno che sta difendendo situazioni e condizioni al di fuori di ogni previsione e fondamento giuridico-legislativo è proprio il consigliere Di Resta e tutti coloro che stanno giocando una perfida sfida, suscitando false e inconsistenti attese e inducendo gli stessi occupatori abusivi a procedere in un assurdo contenzioso i cui onerosissimi costi in termini di risarcimento disposti dal giudice ricadranno esclusivamente sugli stessi occupatori abusivi.
La validità e l’efficacia dell’azione amministrativa a tutela dell’interesse collettivo, riconosciuta nelle varie sedi giudiziarie, dovrebbe essere riconosciuta e sostenuta anche e soprattutto dalla Regione Lazio, che invece attraverso alcuni suoi esponenti tenta di difendere situazioni che si pongono in netto contrasto con la stessa legislazione regionale in materia di uso civico.
L’amministrazione comunale è impegnata più che mai a perseguire un’azione di recupero e di sviluppo di beni collettivi nel rispetto assoluto delle disposizioni normative in materia e nell’interesse dell’intera cittadinanza.
Articolo
a cura di Comunicato stampa Comune di Fondi
pubblicato il 04/10/2008 Ore 14:16