Ennesima operazione da parte dei Carabinieri di Itri contro l’abusivismo edilizio. I militari dell’Arma comandati dai marescialli Amato e Persico, che dall’inizio dell’anno hanno sequestrato circa trenta immobili per un valore complessivo...di quasi quattro milioni di euro, questa volta hanno denunciato per “costruzione edilizia in totale assenza di concessione edilizia”, “falso ideologico commesso da privato in atto pubblico” e “tentata truffa ai danni della Pubblica Amministrazione”, un 69enne di Frattamaggiore, imprenditore edile e pregiudicato con precedenti specifici; e un 26enne, anch’egli di Frattamaggiore, incensurato ma gravato a precedenti di polizia. Il primo, proprietario di un fondo agricolo in località “Magliana”, nonostante la mancanza di una concessione edilizia, ha edificato due unità abitative su un unico livello con annesso porticato. I due, inoltre, al fine dell’ottenimento di una concessione in sanatoria, hanno prodotto e consegnato all’Ufficio Tecnico Comunale di Itri una richiesta di condono edilizio relativa ai due fabbricati, attestando con dichiarazioni mendaci di avere realizzato gli immobili in data precedente al 31 marzo 2003. Nel corso degli accertamenti, è altresì emerso che la zona oggetto dell’intervento è sottoposta al vincolo paesaggistico e, pertanto, non può essere compresa tra quelle oggetto di eventuale sanatoria. Gli immobili, del valore di 400mila euro circa, non sono stati sequestrati in attesa delle determinazioni della Procura della Repubblica di Latina, che sta valutando la documentazione acquisita presso l’Ufficio Tecnico comunale. Proprio relativamente alla pratica illegale del cosiddetto condono preventivo, nei giorni scorsi si era registrata la clamorosa denuncia politica del consigliere comunale Paolo Stamegna, indipendente del centrodestra e delegato alle grandi opere. Nel corso dell’ultimo consiglio Comunale Stamegna ha infatti dichiarato che in Comune esistono circa trecento domande di condono edilizio senza le foto dell’abuso che si chiede di sanare. “Con questa tecnica - ha evidenziato il consigliere - gli abusivi hanno chiesto, entro i termini previsti dalla legge, di condonare opere effettivamente realizzate solo in seguito e comunque spaventosamente superiori per volumetria all’irregolarità di cui ci si auto-accusava in tempi utili per ottenere la sanatoria ma penalmente falsi per mendace dichiarazione”.
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a cura di La Redazione
pubblicato il 20/04/2008 Ore 9:55