Torna d’attualità l’inchiesta sulle presunte irregolarità nel concorso per cinque tecnici radiologi assunti dalla ASL di Latina nel 2003.Secondo quanto si è appreso, sarebbero stati iscritti infatti sul registro degli indagati, con l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio, i quattro componenti della relativa commissione d’esame e l’allora direttore generale dell’Azienda Sanitaria Benito Battigaglia che avallò la conseguente graduatoria. Sulla base anche delle risultanze di un’inchiesta interna avviata dal successivo manager ASL Ernesto Petti e di una specifica perizia conclusasi di recente, la Procura della Repubblica, ed in particolare il Procuratore Capo Giuseppe Mancini che segue personalmente l’indagine, avrebbe rilevato anomalie nella procedura concorsuale relativamente alla valutazione dei titoli dei concorrenti e all’esito delle prove scritte e orali. A tal proposito sarebbero già stati ascoltati un paio dei membri della commissione, mentre gli altri indagati dovrebbero essere ascoltati nei prossimi giorni. La vicenda è connessa, come si ricorderà, alle ormai note lettere inviate proprio a Battigaglia dall’ex presidente del consiglio regionale ed attuale senatore di Forza Italia Claudio Fazzone, a carico del quale non risultano al momento contestazioni di carattere penale. Esattamente un anno fa il caso suscitò, e continua tuttora a suscitare, ampio clamore. Non solo a livello provinciale, ma anche regionale e addirittura nazionale, visto che fu presentata un’interrogazione parlamentare. Nei mesi scorsi Battigaglia intervenne a riguardo dichiarando che “non è stato attuato alcun provvedimento contro-legge”. Sostenendo di aver sempre scelto in autonomia e sulla base di coscienza e meritocrazia, l’ex manager ASL disse, inoltre, che non era solo Fazzone a scrivergli, ma che lettere e segnalazioni orali gli arrivavano da esponenti di varie forze politiche. Dal canto suo il senatore forzista ha sempre riconosciuto di aver scritto quelle lettere, negando però con decisione di averle utilizzate per ledere diritti o per commettere atti illeciti. “Fino a quando avrò un incarico parlamentare – aveva detto – continuerò a fare altrettanto, perché il compito di un eletto è proprio quello di dar voce alle istanze dei cittadini presso le varie istituzioni”. “Ora c’è la corsa alle dichiarazioni da parte di finti moralisti che disconoscono un sistema che invece praticano tutti i giorni” aveva proseguito Fazzone, spiegando poi le motivazioni e l’esito di un apposito incontro avuto con il Procuratore Capo Mancini. “Io stesso – aveva dichiarato proprio al TG7 - ho chiesto di aprire un’indagine per acquisire queste lettere e verificare se sono state motivo di illecito penale o amministrativo”. “Se ho sbagliato – aveva concluso il senatore fondano – sono pronto a pagare; ma non credo di aver leso il diritto di alcuno né tanto meno di aver violato la legge”.
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a cura di la Redazione
pubblicato il 11/02/2008 Ore 14:10