Dubbi di legittimità sulla realizzazione quasi ultimata di tre palazzine multipiano nella zona di via degli Uliveti a Lenola.Secondo quanto si è appreso, il Piano regolatore comunale destìna quell’area a zona edificabile, ma per costruire questi immobili sarebbe stata necessaria la predisposizione di un Piano particolareggiato. Un iter burocratico che prevede un apposito parere regionale. Per dare il via libera ai villini, in consiglio comunale si è invece preferito utilizzare lo strumento del cosiddetto “lotto intercluso”. Uno spazio, cioè, «delimitato per almeno due lati da lotti su cui insistono fabbricati già realizzati per i quali sia possibile la sanatoria e, per i restanti lati, da superfici già destinate a strade o a diversa destinazione urbanistica». Un modo per costruire ugualmente, anche senza il necessario iter che la Regione Lazio avrebbe dovuto approvare. Le procedure utilizzate alimentano insomma qualche perplessità. Tanto che sulla questione ci sarebbe anche un esposto presentato alle forze dell’ordine da un privato. I Carabinieri, in particolare, starebbero indagando sulla vicenda, e sembra che un’informativa sia già partita per la Procura di Latina. L’ipotesi di reato prospettata, a quanto si sa, è quella di abuso d’ufficio. Ma c’è anche un altro fenomeno, per così dire strano, che sta investendo il Comune di Lenola. È quello riguardante il proliferare della cosiddetta DIA, la Denuncia di Inizio Attività. Un’autocertificazione in base alla quale si può ristrutturare il proprio appartamento, si possono effettuare opere di manutenzione ordinaria o straordinaria sugli immobili. E si possono, qualora sia presente un Piano particolareggiato, addirittura costruire nuovi edifici. Basta presentarla alla Pubblica amministrazione e, se entro i termini di legge non si ricevono osservazioni a riguardo, si ha un’autorizzazione implicita all’esecuzione dei lavori. Un provvedimento amministrativo basato sul principio del silenzio-assenso che a Lenola avrebbe portato a varie forzature. Come nel caso, davvero eclatante, di una palazzina di via Carduso sorta, a quanto risulta, addirittura da un porcile.
Articolo
a cura di la Redazione
pubblicato il 09/01/2008 Ore 14:12