Sembra veramente senza fine il calvario della 38enne di Fondi che, come già riferito in precedenti occasioni, ha dovuto subire anche l’amputazione di un braccio a causa, a quanto risulta, del devastante effetto di alcune sedute di radioterapia.Trattamento al quale si era sottoposta presso l’ospedale di Latina dopo un intervento chirurgico per l’asportazione di un carcinoma al seno, effettuato, e ritenuto perfettamente riuscito, qualche tempo prima ad Albano. La donna, madre di due bambini, nei giorni scorsi è dovuta tornare nella clinica di Vienna dove gli era stato amputato il braccio per evitarne addirittura il decesso. Si è reso infatti necessario un altro delicato intervento chirurgico durante il quale sono state rimosse tre costole a causa della necrosi che purtroppo continua a colpire il suo corpo. Non appena possibile la sfortunata signora dovrà inoltre tornare in sala operatoria dove sarà ricreato uno strato di pelle sulla spalla e la clavicola esposte dopo l’amputazione del braccio. Nei giorni scorsi è intanto iniziato presso il Tribunale di Latina il processo intentato all’Azienda Sanitaria provinciale. Assistita dall’avvocato Giulio Mastrobattista, la donna, che si è vista già riconoscere poco più di 90mila euro per la copertura delle spese mediche sostenute, chiede alla ASL un risarcimento danni per cinque milioni di euro. Da anni lei e la sua famiglia sono d’altronde praticamente distrutte sia da un punto di vista ovviamente psicologico e morale ma anche economico, e si tratta dunque di una richiesta più che legittima. “Il risarcimento è importante ma io purtroppo non tornerò come prima. Quello che voglio soprattutto è che si faccia chiarezza e giustizia su questa vicenda dai lati ancora oscuri. La ASL di Latina, per esempio, non ci ha ancora fornito l’intera cartella clinica e non sembra aver intenzione nemmeno di riconoscere la gravità di quello che mi è stato fatto” ha dichiarato la donna, dimostrando per l’ennesima volta una grandissima forza di volontà. Come forse si ricorderà, all’inizio di novembre, su iniziativa dell’Associazione l’Airone e del Comitato San Magno, era stata organizzata anche una serata di beneficenza in suo favore, durante la quale, grazie alla consueta generosità dei fondani, erano state raccolte alcune migliaia di euro per un iniziale sostegno materiale. La stessa donna aveva pubblicamente ringraziato per la solidarietà, sottolineando che a farla sentire molto meglio era stata, più che la raccolta di contributi comunque benaccetta, la calorosa vicinanza dimostratale da centinaia, se non migliaia, di persone.
Articolo
a cura di la Redazione
pubblicato il 15/12/2007 Ore 14:02