Resta in primo piano nel dibattito politico di Fondi la vicenda relativa ai rilievi mossi nei giorni scorsi dalla Corte dei Conti riguardo ai bilanci comunali del 2005 e del 2006.A riportarla all’attenzione è in particolare un intervento dell’assessore Pierluigi Avallone, delegato proprio al bilancio e alle finanze nella passata consiliatura. “Proprio perché ricoprivo tale ruolo – dice l’esponente forzista, attuale assessore allo sviluppo economico e alla cultura - sento il dovere di porre alcune riflessioni. Non tanto per replicare ad inconsistenti e strumentali dichiarazioni e comportamenti della minoranza, quanto per ribadire la correttezza e l’efficacia di una gestione di bilancio e delle finanze comunali che ha caratterizzato non solo gli anni 2005 e 2006, ma l’intera passata legislatura dal 2001 al 2006, periodo in cui è stato completamente azzerata l’esposizione passiva contratta dalle passate amministrazioni per circa 8 miliardi delle vecchie lire; e sono stati riconosciuti, liquidati e in fase di liquidazione debiti fuori bilancio risalenti agli anni ’70 e ’80 per altre decine e decine di miliardi di lire”. “Di tutto questo – prosegue l’avvocato Avallone - mai una parola di presa d’atto da parte degli esponenti passati e presenti della minoranza; anzi, sempre illazioni e fantasiose supposizioni di artifici contabili pur in presenza di dati e cifre inoppugnabili, riconosciuti e verificati dal tesoriere innanzitutto e dagli organi di controllo, compresa la Corte dei Conti, che giammai ha avuto da rilevare, escluso gli anni 2005 e 2006”. “Ed è proprio sugli esercizi di bilancio relativi a questi due anni – spiega l’assessore - che la sezione regionale di controllo della Corte ha rilevato che il Comune nell’anno 2005 non ha rispettato il patto di stabilità interno come disposto dalla legge finanziaria”. “Ma la mancata osservanza di tale norma – precisa Avallone - è derivata da una precisa scelta dell’amministrazione comunale che si è trovata di fronte ad un dilemma: o rispettare tale prescrizione, ed in tal caso non avrebbe potuto utilizzare risorse di bilancio e finanziamenti regionali per circa 20 milioni di euro da destinare al pagamento dei fornitori del Comune per i servizi e le opere prestate, e alla realizzazione di importanti opere pubbliche quali nuova casa comunale, teatro, nuovo area mercato domenicale, riqualificazioni di edifici storici ed architettonici; oppure rispettare tale norma della finanziaria e perdere tali consistenti finanziamenti, compromettendo investimenti già in corso d’opera e rinunciare a pagare i fornitori, accumulando ulteriori debiti per interessi scaturenti da potenziali contenziosi”. “Certo – aggiunge l’ex assessore al bilancio e alle finanze - questo ha comportato che per l’anno 2006 non si è potuto procedere ad alcuna assunzione di personale e ad altri investimenti, ma ci ha consentito di utilizzare appieno i citati 20 milioni di euro. E’ stata quindi una scelta politica previdente e meditata, il cui metro di giudizio era solo riferito allo sviluppo della città, che diversamente sarebbe stato seriamente compromesso; e alla credibilità dell’istituzione comunale, che non onorando i pagamenti ai fornitori avrebbe leso non solo i loro diritti di credito ma accresciuta la disaffezione di costoro a prestare ulteriori opere e servizi”. “Quali accuse – chiede l’assessore – può dunque muovere l’opposizione verso una saggia e consapevole scelta politica voluta dall’amministrazione guidata dal sindaco Parisella?”. Con riferimento alla transazione raggiunta con l’ex Consorzio Acquedotti degli Aurunci, per debiti pregressi risalenti agli anni ’70-80-90, accordo che ha fatto risparmiare alle casse comunali quasi un milione e 600mila euro, Avallone ricorda poi che se si fosse attesa la sentenza passata in giudicato, come affermato dalla Corte dei Conti, il debito di circa 4 milioni di euro sarebbe di gran lunga aumentato, per gli ulteriori interessi che sarebbero maturati e per le stesse spese di giudizio. “Riguardo inoltre ad altri rilievi con cui sono stati sollevati dubbi e solo futili polemiche senza indicare in maniera specifica fatti, numeri, dati, riferiti a mutui, a presunte entrate e uscite erroneamente accertate, o a mandati in assenza dei relativi atti di impegno, tengo a precisare – dice sempre l’assessore - che su tutto ciò i consiglieri possono avvalersi delle apposite interrogazioni o interpellanza, ma mai richieste di tal genere sono pervenute agli organi preposti”. “Evidenzio infine che l’opposizione, che tanto ha da ridire immotivatamente, in questi anni non ha mai presentato proposte di emendamento ai vari bilanci di previsione” conclude l’avvocato Avallone, sottolineando che questa sua dichiarazione è esclusivamente mirata a recuperare un possibile e coerente confronto su di una materia molto importante per la vita amministrativa della città.
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a cura di la Redazione
pubblicato il 06/07/2007 Ore 15:39