Ancora in primo piano la situazione della sanità pubblica in provincia di Latina e dunque anche nel nostro comprensorio.Dopo l’ennesimo allarme lanciato dai sindacati sulle condizioni dell’ospedale di Fondi e dopo l’annuncio da parte del presidente del consiglio comunale Giorgio Fiore di una riunione pubblica per promuovere eventuali iniziative anche di mobilitazione popolare, oggi suscita particolare clamore l’eventualità che, in vista delle ferie estive di medici e infermieri, l’Azienda Sanitaria di Latina non abbia altra possibilità che chiudere, o comunque ridurre drasticamente, una serie di servizi. L’assenza del personale per il legittimo diritto al riposo, che andrebbe ad aggiungersi alla già insostenibile carenza di organico, rischia in pratica di costringere i dirigenti sanitari ad accorpare reparti maschili con quelli femminili, e a chiudere o comunque ridurre determinati servizi, a partire da ambulatori e day-hospital. “Stiamo lavorando ad una soluzione e la chiusura e gli accorpamenti sono solo l’estrema soluzione” ha dichiarato la nuova direttrice generale della ASL pontina Ilde Coiro, insediatasi come noto solo pochi giorni fa e già alle prese con una vera e propria emergenza. Il problema riguarda in particolare gli infermieri. Una parziale soluzione potrebbe arrivare con la già promessa entrata in servizio di nuovi 33 operatori. Per l’arrivo di ulteriori 60 unità sono invece ancora in corso verifiche presso la Regione Lazio che deve concedere una deroga al blocco delle assunzioni. Al momento dunque la situazione non è per nulla semplice e già fra un paio di settimane i 942 posti-letto distribuiti nelle strutture ospedaliere provinciali potrebbero essere disponibili solo per la metà. Contestualmente si dovrebbe procedere, per esempio, all’accorpamento delle chirurgie, alla chiusura momentanea degli ambulatori ospedalieri, al ricovero nella stessa area di uomini e donne, al rinvio degli interventi in cosiddetto day-hospital. Uno scenario tutt’altro che rassicurante, anche in considerazione del prevedibile afflusso di turisti, che Regione, ASL, Capi Dipartimento, Dirigenti di Presìdi Ospedalieri e Sindacati stessi sono chiamati ad affrontare, si spera, con equilibrio e tempestività.
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a cura di la Redazione
pubblicato il 02/06/2007 Ore 14:00