Torna d’attualità la vicenda dell’incendio doloso che il 14 luglio scorso distrusse un negozio di calzature e pelletteria in Corso Appio Claudio a Fondi provocando, a distanza di qualche giorno, anche la morte di un 25enne.Presto sarà infatti interrogato dai Carabinieri di San Pietro in Napoli, città in cui abita, il 21enne che quella notte rimase gravemente ustionato dalle fiamme. Dopo quattro mesi di degenza al «San Raffaele», il giovane, nipote del gestore dell’attività commerciale, è tornato a casa ed ora è sulla via della guarigione. Su delega del sostituto procuratore di Latina Raffaella Falcione, sarà ascoltato nei prossimi giorni dagli uomini dell’Arma per fare chiarezza sul tragico episodio. Nell’interrogatorio sarà assistito dal legale di fiducia, l’avvocato Massimo Basile, e non è da escludere che possa avvalersi della facoltà di non rispondere in attesa di ulteriori sviluppi dell’inchiesta. In questi giorni, infatti, dovrebbe essere depositata in Procura la perizia sull’auto in uso alla vittima e al ferito, che il sostituto Falcione ha affidato ad un laboratorio specializzato di Roma. Una vicenda tragica visto che, come detto, morì un 25enne; il 23enne se la cavò, anche se fu sfigurato dalle fiamme e dovrà sottoporsi a diversi interventi. L’inchiesta deve accertare se i due giovani campani erano sul luogo dell’incendio per spegnerlo o se invece l’hanno appiccato loro stessi, presumibilmente per riscuotere il premio dell’assicurazione. Qualcosa di più potrà sapersi dall’interrogatorio del giovane sopravvissuto, rimandato per mesi in attesa che le sue condizioni migliorassero. Come pure qualche elemento potrebbe venire dalla perizia sull’auto. Se all’interno risultassero tracce di benzina troverebbe conferma la prima ipotesi degli inquirenti, e cioè che sarebbero stati i due ragazzi ad appiccare il fuoco.
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a cura di la Redazione
pubblicato il 01/02/2007 Ore 18:23