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Il camping Sant’Anastasia è chiuso. Sotto sequestro per lottizzazione abusiva, la struttura ricettiva situata sul litorale fondano non sta lavorando nel corso dell’estate 2011. La vicenda è molto nota soprattutto per i 150 dipendenti rimasti da un giorno all’altro senza occupazione. Ma c’è un altro aspetto che sale alla ribalta: i clienti.Ovvero coloro che avevano prenotato, versato un acconto e che ora non potranno soggiornare nella struttura ricettiva fondana. A presentare il disagio è un turista che si accingeva a passare la seconda estate consecutiva nel campeggio di piazza Sant’Anastasia: “Dopo un soggiorno avvenuto l'anno scorso presso il camping, ho deciso di soggiornarvi 15 giorni del mese di agosto di quest'anno. Ho versato un acconto di ottocento euro e mi ritrovo senza i miei soldi, perché al telefono non mi risponde nessuno; e a dover sborsare altri soldi al mio legale per il recupero della cifra da me anticipata”. E in effetti ad una verifica, ai telefoni del Sant’Anastasia non risponde nessuno. Dopo una lunga attesa al centralino, la linea sistematicamente cade. Un altro recapito telefonico risulta perennemente occupato. Un bel problema per coloro che hanno tirato fuori dei soldi e magari non hanno risorse sufficienti per prenotare un altro soggiorno. Per quanto riguarda la “questione lavoratori” non ci sono novità di rilievo. I 150 dipendenti, alcuni a tempo indeterminato altri stagionali, sono tutti rappresentati dall’Uiltucs-Uil. Sindacato che ha battuto ogni via possibile per cercare di salvaguardare i posti di lavoro. I dipendenti stessi hanno dato vita a manifestazioni di protesta e a sit in pacifici, ma, arrivati a fine giugno, l’unica via percorribile è quella di trovare degli ammortizzatori sociali, per lenire le situazioni di maggior disagio.
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Articolo
a cura di R. Antonilli
pubblicato il 28/06/2011 Ore 14:23