Giudizio immediato per due camerieri, Gino Tarquinio di Monte San Biagio e Giovanni Pannozzo di Terracina, e per il cuoco Simone Grossi, anche lui di Terracina, accusati di appropriazione indebita. Liniziativa giudiziaria stata assunta dal Pm di Roma Gustavo De Marinis e il processo avr luogo davanti al giudice monocratico il prossimo 13 luglio presso il Tribunale capitolino. Appropriazione indebita, continuata, reiterata e aggravata ai sensi dellarticolo 61 (numero 11) del codice penale sono i capi di imputazione ai quali i tre pontini dovranno rispondere a seguito di un raggiro posto in essere ai danni del ristorante La Lampara di Roma. Un locale molto noto a Roma, sito in via Pi di Marmo, gestito dallomonima societ di propriet di due fratelli di Monte San Biagio. A difendere, parte offesa, sar lavvocato Giudo Calisi per conto di Gabriella Palmisciano amministratrice della La Lampara srl. Era lestate del 2008 quando i due fratelli imprenditori, con esperienze in diversi settori, si rivolsero allavvocato Calisi per denunciare ai carabinieri quanto accaduto nel loro ristorante: un forte ammanco e una sorta di clonazione del locale. Proprio cos. In base alla denuncia presentata ai militari dellArma, secondo i titolari del ristorante, i due camerieri e il cuoco assunti alle loro dipendenze e diventati persone di fiducia avrebbero costituito La Tonnara srl e attivato un Pos-Gsm in grado di entrare in funzione con unutenza di telefonia mobile in modo da strisciare le carte di credito dei clienti del ristorante, in assenza dei titolari. Importi che finivano sul conto della nuova societ e non de La Lampara srl. Insomma, un imbroglio senza precedenti.
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a cura di R. Cammarone (La Provincia)
pubblicato il 16/04/2011 Ore 16:30