Ruspe ancora in azione sul litorale di Fondi per la demolizione di case e manufatti abusivi.Dopo la ventina di abbattimenti effettuati tra il primo e il quattordici settembre scorsi, oggi i mezzi meccanici della ditta campana che si è aggiudicato il servizio hanno raso al suolo una mezza dozzina tra abitazioni in cemento e baracche in legno e ferro.
Gli immobili, di proprietà di persone quasi tutte di Fondi, erano stati realizzati nei primi anni ottanta nella zona tra Tumulito e Holiday su terreni gravati da uso civico oltre che da vincoli ambientali ed idrogeologici.
Le ordinanze di demolizione, approntate dall’Ufficio Tecnico Comunale, sono state eseguite dopo che la sezione pontina del Tribunale Amministrativo del Lazio, il 6 ottobre scorso, ha respinto le richieste di sospensiva presentate dai proprietari contestualmente al ricorso di merito, il cui esito è stato evidentemente ritenuto ormai superfluo e irrilevante dai legali e dai dirigenti del Comune che hanno dato il via libera alle ruspe.
Come di consueto gli abbattimenti si sono svolti alla presenza di un consistente numero di rappresentanti delle forze dell’ordine.
Coordinati dal vice-questore Alessandro Tocco, sul posto c’erano infatti una trentina tra poliziotti, carabinieri, finanzieri e vigili urbani.
Presenti anche alcuni volontari della Croce Rossa Italiana e gli assistenti sociali del Comune.
Dopo la segnalazione dell’esistenza di coperture in eternit su alcuni immobili, è stato necessario coinvolgere anche una ditta specializzata nello smaltimento dei materiali in cemento-amianto appositamente autorizzata dalla ASL.
Se si fa eccezione per le prevedibili lamentele di alcuni proprietari - in particolare di una donna, che sostiene di trovarsi ora senza un alloggio in cui vivere e momentaneamente ospitata dal Comune presso un albergo cittadino - le operazioni si sono svolte senza particolari problemi di ordine pubblico.
Con quelli di oggi diventano circa trenta gli edifici di consistente dimensione abbattuti nella zona nelle ultime settimane.
Le operazioni, che riguardano la fascia compresa negli ottanta metri dal mare, proseguiranno anche domani, quando è prevista la demolizione di un’altra mezza dozzina di immobili tra cui alcune abitazioni di circa cento metri quadrati.
Tutti gli abbattimenti rientrano, come noto, nel progetto di rinaturazione di circa un chilometro e mezzo di duna di cui si comincia già a vedere un primissimo embrione.
Gradualmente si sta infatti procedendo alla rimozione delle macerie e al progressivo ripristino dei liberi accessi al mare.
Ma nelle intenzioni del Comune l’opera di risanamento ambientale e ripristino della legalità si allargherà presto anche a gran parte dell’area contigua con la demolizione di almeno altre sessanta abitazioni, quelle situate, cioè, a meno di duecentocinquanta metri dalla battigia.
Le relative ordinanze dovrebbero essere formalmente predisposte entro poche settimane e, superato il prevedibile ricorso al TAR da parte dei destinatari, diventare esecutive entro la fine dell’anno, in maniera tale da rendere appaltabile anche il secondo stralcio del progetto di recupero ambientale della tipica duna mediterranea.
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a cura di la Redazione
pubblicato il 25/10/2006 Ore 14:37