Primo: Bisogna creare una rete di garanzia che offra trasparenza in tutti i passaggi amministrativi e gli ambiti delicati entro i quali puo' trovare spazio l'infiltrazione mafiosa. Secondo: Con la malavita non si tratta, lo Stato mantenga sempre la fermezza. Sono questi i due punti chiave attorno ai quali si snodato l'intervento del Prefetto di Latina Bruno Frattasi...durante la conferenza stampa promossa dall'Assessore alla Sicurezza della Regione Lazio Daniele Fichera sull'uso sociale dei beni confiscati alla mafia. Il primo punto si concretizzato addirittura con una vera e propria proposta. Serve un grande Patto di Trasparenza con le Province e gli Enti locali ha spiegato Frattasi per avere garanzie di trasparenza. Un Patto anti-criminalit, insomma, con l'obiettivo di annientare l'infiltrazione malavitosa all'interno della pubblica amministrazione. Il riferimento al caso Fondi non poteva certo passare in secondo piano, con i diversi partecipanti ad esprimere ognuno il proprio parere sullo scioglimento del consiglio comunale.
Riguardo il secondo punto, invece, il Prefetto di Latina ha portato ad esempio il caso di Formia riportato su alcuni organi di stampa, secondo cui, a seguito della confisca di alcuni beni immobiliari alla famiglia Bardellino, vi sarebbero state in corso trattative per consentire la prosecuzione dell'occupazione di almeno uno degli immobili. Ma la questione stata liquidata da Frattasi come inesistente noch impraticabile in quanto lo Stato non tratta, ma fermo a combattere la criminalit. Dalla stessa conferenza stampa sono poi emersi diversi dati, tra cui quello che parla di 55 immobili sequestrati nella sola Provincia di Latina nell'arco del 2008. ed ora, secondo il progetto presentato dall'Assessore Fichera la Regione Lazio, in 3 anni, stanzier circa 7 milioni di euro per restituire alla collettivit beni e attivit ricavati da azioni illecite.
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a cura di S. di Biasio
pubblicato il 11/07/2009 Ore 13:53