Non ha fugato ancora tutti i dubbi sul futuro dell’ospedale fondano il seminario tenutosi ieri nel chiostro di San Domenico a Fondi e organizzato dall’Associazione Culturale “Presentefuturo”. Sono intervenuti la manager della Asl di Latina dott.ssa Ilde Coiro, l’On. Claudio Moscardelli, Membro della Commissione sanità della Regione Lazio e il prof. Giovanni Baiano, primario di chirurgia al “San Giovanni di Dio”.L’occasione è parsa sin da subito propizia, come ha sottolineato anche Crescenzo Fiore, moderatore del seminario, per cercare di chiarire quanto è scritto nell’Atto Aziendale che, stando alle parole degli addetti ai lavori, pochi fondani avrebbero letto. “L’Atto Aziendale – ha spiegato l’On. Moscardelli – altro non è che la traduzione del Piano Triennale adottato nel Gennaio 2007 e risponde all’esigenza di saldare un debito che la Regione Lazio ha accumulato negli anni, nei confronti del Governo italiano, di circa 10 miliardi di euro. Ma, nonostante le restrizioni economico-finanziarie inevitabili, la Asl di Latina si è dimostrata comunque un’Azienda virtuosa, tant’è che il “Goretti” è sede di DEA (Dipartimento di Emergenza e Accettazione) di secondo livello, ovvero è in grado di assicurare, oltre alle prestazioni fornite dai DEA di primo livello, le funzioni di alta specialità legate all’emergenza. Quindi nessun depotenziamento, ma solo specializzazione e razionalizzazione”. Insomma, al problema Fondi sembrano tutti girarci attorno con la parola “ottimizzazione”, tanto cara proprio alla dott.ssa Coiro. “L’obiettivo di questo Atto Aziendale – ha precisato la manager della Asl pontina – è quello di recuperare risorse dagli ospedali cosiddetti ‘satelliti’ (tra cui rientrerebbe quello di Fondi, ndr) per i tre presidi principali di Latina, Terracina e Formia”. Ed è qui che son venuti fuori i primi mugugni e applausi sarcastici per le scelte esposte. Ma la dott.ssa Coiro ha comunque continuato il suo discorso spiegando come “Non si è compreso lo spirito di questo Atto, forse perché ci si è limitati a leggere le ultime 3 pagine. Per Fondi non ci sarà nessun depotenziamento, anzi già il Piano Triennale del 2007 aveva previsto una Tac che è arrivata, un reparto di radiologia funzionante 24 ore su 24, un’area integrata per post-acuzie, un Ospice che si prenderà cura dei malati terminali e il TMSRE per bambini handicappati, mentre stiamo valutando un potenziamento della pediatria”. L’ospedale di Fondi sembra dunque destinato a diventare un cronicario per lungodegenti, mentre il problema laboratorio analisi è stato soltanto sfiorato dalla dott.ssa Coiro: “Trasformare il laboratorio analisi di Fondi in centro prelievi per Terracina non significa certo toglierlo, ma solo assicurare un servizio sanitario migliore ai cittadini di questo comprensorio”. Poi il microfono è passato al prof. Baiano, che si è dimostrato anche piuttosto abile nel politichese: “Guardate che nell’Atto Aziendale – commenta accaldato il primario del “San Giovanni di Dio” – ci siete al centro voi cittadini. Da chirurgo con esperienza trentennale anche all’estero posso solo dirvi che oggi, con un personale ridotto all’osso, un’emergenza non la farei passare neanche per un istante a Fondi. Nel nostro ospedale fare chirurgia specializzata è rischiosissimo per la vita umana. Dobbiamo pensare non da cittadini di Fondi, ma di Latina. E che ‘integrare’ diventi la parola chiave per una più giusta organizzazione sanitaria sul territorio”. Baiano è parso così d’amore e d’accordo con la politica condotta dalla Asl pontina, al contrario però del suo collega cardiologo, dott. Valente: “All’Ospedale di Fondi lavoriamo sì tra mille difficoltà, ma ci sono eccellenze assolutamente da salvaguardare, come quella del laboratorio analisi”. Ed è partito qui un forte applauso dalla platea composta per lo più da cittadini estremamente interessati al seminario. “Il calore che la gente di Fondi ha messo da anni per salvare il proprio ospedale – ha sottolineato il dott. Valente – è qualcosa che non ho trovato mai da nessun’altra parte. Ma non è semplice campanilismo, bensì consapevolezza dei propri sforzi quotidiani”. Il seminario ha cominciato ad arricchirsi allora di interventi pro-ospedale fondano. Qualcuno ha parlato di impeachment politico teso a danneggiare questo territorio, altri hanno inteso le parole del prof. Baiano come un saluto ai cittadini, mentre la Coiro si è particolarmente infervorata sulla questione del laboratorio analisi che, se depotenziato, farebbe crollare ogni altro servizio offerto all’interno dell’ospedale, ma soprattutto non ridurrebbe i costi di gestione. In ultima analisi, anche dopo questo seminario restano molti interrogativi sul futuro del nosocomio fondano, anche se vista la risposta della gente all’Atto Aziendale, non è escluso che questo possa essere discusso e modificato in onore a quel principio che ha il nome di democrazia.
Articolo
a cura di S. Di Biasio
pubblicato il 15/07/2008 Ore 13:18